lunedì 3 agosto 2026

LA FINE DEL MONDO #17: ‘ODISSEA’, di Christopher Nolan

 

ODISSEA di Christopher Nolan

Il peccato di hybris che tutto distrugge e tutto rigenera
di Maddalena Marinelli

“Più la loro nostalgia è forte, più si svuota di ricordi. Più Ulisse si struggeva, più dimenticava. Perché la nostalgia non intensifica l'attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a se stessa, alla propria emozione, assorbita com'è dalla sofferenza.”
(Milan Kundera, L'ignoranza, 2001)

Il viaggio di Ulisse è destinato ad essere ripercorso all’infinito, dall’antichità alla modernità, perché è una lode alla sopravvivenza, al superamento dei limiti umani, al non dimenticare la propria identità.

'Odissea' di Christopher Nolan

Opera fondativa della cultura occidentale
È la storia di tutti noi, della strada che perdiamo, delle avversità che incontriamo e del bisogno di ricordare e tornare alle nostre origini.
Odisseo esprime l’ingegno umano, il desiderio di conoscenza, la capacità di superare le calamità attraverso la ragione, e non con la forza bruta.
Soffre, sbaglia, pecca di superbia e cede alle tentazioni.
Rappresenta la tenacia dell’uomo nel superare le traversie per far ritorno alla patria, alla famiglia.
In Sofocle e in Virgilio la sua astuzia viene letta come vile inganno, e cinico sprezzo delle regole d’onore.
Dante addirittura lo colloca all’Inferno, tra i consiglieri fraudolenti, per via della sua presunzione nel travalicare i limiti posti da Dio (andare oltre le Colonne d’Ercole), senza la grazia e la fede.

Polifemo - 'Odissea' di Christopher Nolan

L’Ulisse di Nolan è un veterano logorato dalla guerra e dal senso di colpa; destinato a sacrificare i suoi soldati, sopravvissuti alla guerra di Troia, per far ritorno a Itaca.
“.. Stolti, che mangiarono i buoi del Sole Iperione: ad essi egli tolse il dì del ritorno". (Omero, Odissea, ca. IX sec. a.e.c.)
La sua impresa perde tutta quell’aura di eroicità, diventando solo un’amara riflessione sul sacrificio umano e politico dell’azione bellica, ponendolo davanti ad un duro bilancio morale.
Un uomo smarrito che cerca di ricomporre la sua identità tramite dei flashback, e qui Nolan inserisce la sua tipica decostruzione temporale che ci fa, incredibilmente, percepire una storia conosciuta da tutti come un avvincente thriller.

Matt Damon (Ulisse) e Charlize Theron (Calipso) in 'Odissea'

Chi sei Ulisse?
L’eroe che grazie alla sua astuzia ha permesso la conquista di Troia o un distruttore di civiltà?
Ulisse come Oppenheimer; il cavallo di Troia come la bomba atomica; Troia come Hiroshima.
Su entrambi incombe un senso di fine del mondo, una sensazione, uno stato d’animo molto attuale.
Entrambi compiono ‘il peccato di hybris’; sfidano gli dèi tramite la ragione e l’astuzia, portando morte e devastazione; entrambi cercano una via per l’espiazione.

Lupita Nyong'o (Elena- Clitennestra) in 'Odissea'

L’altro tema cruciale dell’Odissea di Nolan è la perdita di empatia.
Viene continuamente citata ‘la legge di Zeus’, la legge dello scambio e del rispetto. l’accoglienza dello straniero, o semplicemente dell’altro.
Ma i pretendenti di Penelope ne abusano, i soldati di Ulisse depredano ogni luogo in cui ormeggiano e lui stesso trasforma un omaggio agli dèi in un inganno, che conduce al massacro di Troia.
Nolan vede gli Achei come gli Statunitensi: finti portatori di ordine, democrazia e libertà, in realtà accaniti colonizzatori, interessati a sfruttare le risorse dei popoli sottomessi; coloro che porteranno al collasso la civiltà contemporanea, facendo saltare tutti gli accordi internazionali.

Anne Hathaway (Penelope) in 'Odissea'

È accaduto davvero?
Nell’opera di Nolan la realtà non è mai oggettiva, ma viene misurata e distorta dalla mente di chi la osserva.
I personaggi nolaniani vivono in una ‘sovrapposizione di stati’, finchè qualcosa non li costringe a collassare in un’unica realtà.
Quindi tutto: il viaggio di ritorno, il Ciclope, la maga Circe, l’Ade, Scilla e Cariddi, Calipso, può anche essere letto come un sogno. 
La grande allucinazione di un uomo sofferente di sindrome post traumatica, che si aggroviglia nei meandri di una memoria poco affidabile, che mescola illusione con realtà, la specialità di Nolan.
La memoria per Nolan è un risultato soggettivo, fragile e inaffidabile che serve per difesa contro il trauma e il senso di colpa.
La memoria è manipolatrice e quando non viene elaborata si trasforma in una prigione emotiva.
Rare volte è un ‘rimedio’, come in Interstellar in cui il legame tra Cooper e sua figlia Murphy, alimentato dal ricordo, diventa fondamentale per la salvezza dell’umanità.
Altrimenti è solo un’illusione, perché non rappresenta quello che è realmente accaduto ma ciò che scegliamo, selettivamente, di rievocare.

Matt Damon (Ulisse) e Zendaya (Atena) in 'Odissea'

In Odissea viene rappresentata la crudezza di un’umanità brutale, abbandonata o privata delle sue divinità.
Incipit The Odyssey: “In un epoca di apparente magia”
Non c’è un "Deus ex machina".
Gli uomini possono essere ancora devoti agli dèi, come nel caso di Agamennone, ma il divino rimane sottoforma di moti morali interiori, mai come manifestazioni esterne tangibili.
Dietro all’arcano c’è sempre l’uomo che si deve caricare, sulle proprie spalle, tutta la responsabilità delle sue azioni.
Poseidone è l’acqua abissale del mare; l’inconscio in cui ci si può smarrire, rischiando di non trovare una via d’uscita.

Matt Damon (Ulisse) in 'Odissea'

Il canto delle sirene è la trappola psicologica del rimpianto, della nostalgia e del desiderio di ciò che, oramai, è perduto:
“Ciò che desideri di più è ciò che non puoi avere. E ciò che non puoi avere è ciò che hai già avuto e perso. Era la canzone di tutte le promesse che non sono riuscito a mantenere. E mi ha detto che in realtà non voglio tornare a casa.”
L’Atena che appare ad Ulisse è solo una visione della sua coscienza nelle sembianze di una giovane ancella trucidata, sotto i suoi occhi, dai soldati achei durante la presa di Troia. 

Samantha Morton (Circe) in 'Odissea'

I personaggi femminili non sono tentatrici ma sono rivelatrici della realtà, mettono Ulisse davanti a se stesso e alla verità che fa fatica ad accettare.
"Volevo che il mondo dell'Odissea sembrasse un mondo in cui un pubblico moderno potesse rispecchiarsi. Non volevamo che avesse l'aspetto o il suono dei precedenti film ambientati durante l'antichità, poiché molti di essi prendono spunto da determinati periodi dell'arte e della musica, come la pittura neoclassica dell'Europa del XVIII e XIX secolo o le composizioni orchestrali dell'Era Romantica. Volevamo un tono terreno, moderno e accessibile per radicare la storia".
(Christopher Nolan, note di regia)

'Odissea' di Christopher Nolan

Questa versione dell’Odissea, del colosso Nolan, è visivamente spettacolare e maestosa in un’alternanza di ottime e pessime intuizioni.
Crudo e coinvolgente con una regia trainante e dominante.
Toglie la gloria tingendo tutto di infamia.
La viltà della guerra, degli uomini, del silenzio del divino.
Siamo soli davanti alle nostre miserie, e soli dobbiamo trovare il discernimento, il pentimento e la redenzione; altrimenti non ci sarà nessun ritorno ad Itaca, solo un buio naufragare in profonde acque.